In un Paese in cui il 40% degli italiani convive con almeno una patologia cronica e la sedentarietà pesa ogni anno per oltre 6 miliardi di euro di costi sanitari, non possiamo più permetterci di considerare l’attività fisica come una scelta opzionale.

Durante il nostro evento, abbiamo ribadito un concetto chiave: l’esercizio fisico è un farmaco. Come tale, deve essere prescritto, dosato e monitorato con competenza e responsabilità.
Le Palestre della Salute, con il ruolo fondamentale del chinesiologo ANPA, rappresentano già oggi un modello di eccellenza: una rete che integra sanità e territorio, collaborando con medici di medicina generale e specialisti, riducendo ospedalizzazioni e ri-ospedalizzazioni, e restituendo autonomia e qualità di vita alle persone.
La nostra regione si conferma pioniera in Italia, con un’offerta innovativa, diversificata e personalizzata, che dimostra come l’attività fisica adattata sia parte integrante della sanità del futuro.
Abbiamo chiuso l’incontro con un impegno condiviso: diffondere una nuova cultura del movimento. Una cultura che riconosca l’esercizio fisico adattato come un diritto per tutti, non un privilegio per pochi.
Grazie a relatori, istituzioni e professionisti che hanno contribuito al confronto: insieme stiamo costruendo una sanità più vicina alle persone, più sostenibile e più giusta.